Nuovo incontro per il No al Css Combustibile
2 Agosto 2020
Proseguono in città gli incontri sul tema caldo del Css Combustibile da utilizzare nei due cementifici del territorio eugubino
Il 31 luglio è stato il turno della senatrice Emma Pavanelli, interpellata dopo il suo intervento nell’aula di Palazzo Madama sulla relazione «Emergenza epidemiologica da Covid-19 e ciclo dei rifiuti», approvata dalla «Commissione Ecomafie».
L’incontro-dibattito è stato organizzato dai comitati «No Css nelle Cementerie di Gubbio», «Gubbio Salute Ambiente, «Comitato per la Tutela Ambientale della Conca Eugubina», «No Antenna», «Beni Culturali e Paesaggistici Gubbio», Word Wildlife Fund.
Presenti, oltre alla senatrice, anche altri esponenti pentastellati del territorio e il sindaco Filippo Mario Stirati.
Chiara la posizione della Pavanelli, come quella del consigliere regionale De Luca. La salute e l’ambiente vengono prima degli interessi economici e sono politicamente trasversali, salvaguardando, comunque, imprese e lavoro.
Molta attenzione, quindi, alle alimentazioni alternative degli altiforni, con riferimento anche al pacchetto sull’economia circolare approvato lo scorso 18 aprile in Parlamento europeo.
La questione del Css Combustibile nelle Cementerie di Gubbio rimane spinosa: la Regione dovrà decidere sul Piano Regionale dei Rifiuti e intanto ha nominato un Comitato Scientifico ad hoc.
Purtroppo, i tempi della politica non coincidono con le esigenze di cittadini e imprenditori e quello che è più grave che proprio nella politica ci sono posizioni contraddittorie.
Il Movimento cinque stelle ne è l’esempio eclatante in quanto originariamente contraddistinto da nette posizioni ambientaliste e animaliste, affievolite nel tempo.
La senatrice ha garantito il suo impegno personale e ha spiegato che il ruolo delle Camere è diverso da quello del Governo e dei suoi Ministri.
Intanto, il Comitato No Css nelle Cementerie Di Gubbio, ha lanciato una raccolta fondi per realizzare monitoraggi ambientali e, in caso di necessità, per una assistenza tecnica e legale.
Troppi i dubbi «sull’aria buona», in netto contrasto con le morti e le patologie cittadine.


