L’open day alla Colacem
Ho partecipato pure io all’open day della Colacem presso la cementeria di Gubbio – Ghigiano.
L’evento nasce sicuramente in seguito alla ormai nota richiesta di aggiornamento dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) con l’inserimento del CSS Combustibile, in aggiunta al Pet Coke, attualmente utilizzato per la produzione di cemento.
Niente di più di quello che mi aspettavo: l’area esterna ordinata e pulita, personale gentilissimo e preparato.
La sala centralizzata, asettica e tecnologicamente avanzata, come tutto l’impianto del resto.
Una visita accurata e istruttiva.
Ma il problema, resta.
Gubbio, città delle antichissime origini, non ha solo la “gola dell’iridio” a metterla tra le unicità, ma ha anche una materia prima importantissima per produrre cemento, la marna, per ora divisa tra le due concessioni di Colacem e Barbetti.
Pensate un pò che “fortuna”, per non usare una parola più colorita!
Da qui nasce la fattibilità di produrre cemento mediante due impianti a solo 6 km l’uno dall’altro e di cui uno inserito in un centro abitato.
Quando i due cementifici nacquero ben poco si sapeva di problematiche ambientali e di ricadute in termini di salute.
Gli eugubini erano ben felici di avere occupazione diretta e indiretta vicino a casa.
Poi, come succede sempre, tutto si evolve: le massicce immissioni di CO2, nell’atmosfera, dovute al progresso, all’industria e alle cattive abitudini anche alimentari dell’uomo, ci pongono dinanzi a un bivio: vivere o morire. Non è uno scherzo, né una esagerazione. Non abbiamo più tempo. Le temperature del circolo polare artico sfiorano i 38 gradi, i ghiacciai si sciolgono…
Qualcuno ricorderà il fim che narrava l’evenienza di un mondo sommerso dalle acque e della vita dei pochi sopravvissuti….
Be, ci manca poco!
Ora incominciamo a parlare di rifiuti, che dovremmo evitare di produrre attraverso un oculato uso circolare delle cose.
Ma dobbiamo parlare del disboscamento, dell’uso e abuso di legna e biomasse, le quali ci dicono non vengono conteggiate nel consumo di CO2, per uno strano meccanismo che “dovrebbe” azzerarne la produzione.
Dobbiamo parlare di allevamenti intensivi e cambiare le abitudini alimentari sottraendo proteine animali a favore di quelle vegetali.
A Gubbio dobbiamo parlare di due cementifici, perché gli eugubini le cose o le fanno per bene o per niente. Quindi si raddoppia, anche nelle monitoratissime emissioni. Adesso ci manca un impianto di produzione di CSS Combustibile per alimentarle, così la città delle Tavole Eugubine, diventerà “l’immondezzaio” d’Italia.
Bruciare non è mai bene, bruciando trasformiamo la materia, non la facciamo scomparire ed è estremamente importante dove e come si brucia.
La scienza è una materia in evoluzione ora qualcuno dovrà spiegare agli eugubini la presenza di tanti soggetti con patologie oncologiche, polmonari, cardio respiratorie, ecc. e perché in tanti di queste patologie ne sono morti negli anni.
Le istituzioni dovranno fare la loro parte: prima i cittadini e la loro salute, poi l’economia. Non credete?


