Politica

La rielezione di Mattarella e la disfatta della politica

Sergio Mattarella è stato rieletto presidente della Repubblica Italiana.

Inizia il suo secondo mandato.

Accetta, suo malgrado affermando che «La grave emergenza che stiamo vivendo richiama al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento».

Sergio Mattarella rieletto presidente delle Repubblica

Una scelta obbligata per quei parlamentari che non vogliono «tornare a casa».

Ma non credo sia stato il senso di responsabilità, la molla che li ha spinti a chiedere questo «sacrificio» al presidente Mattarella.

No, c’è ben altro, ormai da tempo.

L’ho scritto in un precedente articolo, quando immaginavo Mario Draghi quale 13° Presidente: la politica ha fallito e con essa la democrazia.

Per anni siamo stati governati da non eletti, da tecnici e non, scelti sulla base di «presunte emergenze e supposte necessità».

Per anni gli italiani hanno dovuto digerire soluzioni per evitare tracolli economico/sociali, per poi vedere sempre il peggio! Prigionieri, impotenti e sconcertati.

Italiani in balia di qualcuno senza scrupoli che di certo non ne antepone il loro bene!

Almeno si sono scoperte le carte.

I partiti e le coalizioni precipiteranno in «crisi esistenziali» e gli Italiani, delusi e schifati, cosa faranno?

Ernesta Cambiotti

Sono una donna libera e dalla personalità controversa. Scomoda e odiata perché amo la verità e aborro l’ipocrisia. Sono una specie di “Giano” moderna: lo sguardo sul passato e lo sguardo sul futuro. Il passato non ci ha insegnato nulla e se non corriamo ai ripari il futuro sarà una vera catastrofe. Nata a Gubbio, ho negli occhi e nel cuore la natura e la storia dell’Umbria. Commercialista e pubblicista. Impegnata nel sociale, animalista e ambientalista. Ho lunga e travagliata esperienza politica che mi ha portato a considerare gran parte dei politici, a prescindere da schieramento e ideologia, come opportunisti e portatori di interessi diversi, spesso non coincidenti con il bene comune. Sono in campo ogni giorno con tutti e contro tutti, con la speranza che forse in fondo a ognuno di noi sia sopravvissuta un po’ di umanità.