Animali

Il cinghialaro e il cane lasciato morire di freddo

Questa è una brutta, anzi bruttissima, storia di animali e umani. L’attore principale è un cacciatore «cinghialaro», che ha lasciato morire di freddo il suo cane.

Marsciano, cinghialaro lascia morire il suo cane di freddo

Il luogo ė situato nel Comune Marsciano, in provincia di Perugia. La vittima, chiaramente, è il povero cane.

Il cacciatore deteneva la povera creatura in una specie di recinto fatiscente, sporco, senza un degno riparo, ma soprattutto denutrito.

Il cibo era rappresentato unicamente dalle teste dei cinghiali uccisi.

Il cane è morto, magrissimo, in ipotermia, senza alcuna pietà.

Non c’è bisogno di aggiungere altro se non che qualcuno, anche se ormai troppo tardi, è arrivato, ha visto e ha denunciato, come è giusto che sia.

Già di per se uccidere per hobby è triste, ma sapere che ci siano cacciatori così insensibili e ignoranti, rende il tutto ancora più odioso.

Ora è tutto in mano alla giustizia. La Procura competente è quella di Spoleto. Attendiamo gli sviluppi.

Foto dal Web

Ernesta Cambiotti

Sono una donna libera e dalla personalità controversa. Scomoda e odiata perché amo la verità e aborro l’ipocrisia. Sono una specie di “Giano” moderna: lo sguardo sul passato e lo sguardo sul futuro. Il passato non ci ha insegnato nulla e se non corriamo ai ripari il futuro sarà una vera catastrofe. Nata a Gubbio, ho negli occhi e nel cuore la natura e la storia dell’Umbria. Commercialista e pubblicista. Impegnata nel sociale, animalista e ambientalista. Ho lunga e travagliata esperienza politica che mi ha portato a considerare gran parte dei politici, a prescindere da schieramento e ideologia, come opportunisti e portatori di interessi diversi, spesso non coincidenti con il bene comune. Sono in campo ogni giorno con tutti e contro tutti, con la speranza che forse in fondo a ognuno di noi sia sopravvissuta un po’ di umanità.