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I dubbi sul referto dell’Istituto Zooprofilattico sulla morte di una lupa a Valfabbrica (PG)

Qualche giorno fa una guardia del Wwf, rinveniva a Valfabbrica in provincia di Perugia la carcassa di una lupa, deceduta per evidenti cause non naturali.

Il mistero della giovane lupa uccisa in Valfabbrica

Ormai notizie come questa, specie in queste zone, non sono nuove. La favola di «Cappuccetto e il lupo», colpisce ancora.

Ma non ha effetto sui bambini, ormai abbastanza svegli da capire la verità e il senso della vita, ma sui bracconieri, sicuramente e, sorge il sospetto che vi sia ben altro.

Il lupo, preziosissimo «smaltitore» di animali – e carcasse anche infette, perché nessun microrganismo nocivo e virus sopravvive al suo intestino –, è un potenziale antagonista per i cacciatori perché, ipoteticamente, si nutre delle loro prede e per gli allevatori, che non vogliono investire in sicurezza per i loro capi.

Insomma il corpo finisce all’Istituto Zooprofilattico di Umbria e Marche (Izsum).

Il referto necroscopico esclude che la Lupa sia stata colpita da alcun proiettile, nonostante l’evidente buco sull’animale compatibile con il calibro di un proiettile usato per la caccia al cinghiale.

Quindi, in base agli accertamenti eseguiti, è stato ucciso da un grosso animale.

Forse un orso potrebbe competere con un lupo.

Ma quale animale è in grado di procurare una ferita simile a un buco da proiettile o al più da un oggetto tondo e appuntito?

Al Wwf non resta che investire con un esposto l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e il Ministero della Transizione Ecologica del compito di indagare.

Perché uccidere un Lupo, animale protetto, rappresenta uno dei peggiori reati ed è frutto di ignoranza e vigliaccheria di certi «animali a due zampe».

Il tutto amplificato dalle recenti modifiche alla nostra Costituzione in materia di tutela di animali, nessuno escluso.

Ernesta Cambiotti

Sono una donna libera e dalla personalità controversa. Scomoda e odiata perché amo la verità e aborro l’ipocrisia. Sono una specie di “Giano” moderna: lo sguardo sul passato e lo sguardo sul futuro. Il passato non ci ha insegnato nulla e se non corriamo ai ripari il futuro sarà una vera catastrofe. Nata a Gubbio, ho negli occhi e nel cuore la natura e la storia dell’Umbria. Commercialista e pubblicista. Impegnata nel sociale, animalista e ambientalista. Ho lunga e travagliata esperienza politica che mi ha portato a considerare gran parte dei politici, a prescindere da schieramento e ideologia, come opportunisti e portatori di interessi diversi, spesso non coincidenti con il bene comune. Sono in campo ogni giorno con tutti e contro tutti, con la speranza che forse in fondo a ognuno di noi sia sopravvissuta un po’ di umanità.