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LA SARDEGNA BRUCIA. NON BASTANO LE LACRIME

La Sardegna brucia! Cosa può spingere un uomo a provocare un incendio? Follia, denaro, noia, delinquenza?

Qualunque sia la molla, chi è responsabile di questo gesto orribile, va individuato e punito.

Un incendio distrugge tutto e uccide, senza pietà!

Urla, gridi di dolore vengo trasportati dal vento che alimenta le lingue di fuoco.

Alberi, animali… un intero ecosistema incenerito.

Emblematica la vicenda narrata dal quotidiano La Stampa di un cane pastore che ha sfidato le fiamme per mettere in salvo il gregge.

Tutto questo deve finire, non è possibile assistere a tanto dolore e disperazione!

In una estate ancora più critica, segnata dalla crisi economica, dalla incertezza del futuro, dagli effetti meteorologici del clima impazzito, il legislatore deve trovare il coraggio di scrivere la parola fine, con norme e punizioni adeguate.

In ogni luogo, martoriato e violentato dall’uomo, deve essere vietata qualunque attività o costruzione per almeno venticinque anni.

Si deve sono ricostruire e ripristinare i luoghi… E dopo la repressione è punizione altrettanto importante è la prevenzione.

L’abolizione delle Corpo Forestale dello Stato non aiuta.

Ora ci sono solo lacrime e rabbia!

Ernesta Cambiotti

Ernesta Cambiotti

Sono una donna libera e dalla personalità controversa. Scomoda e odiata perché amo la verità e aborro l’ipocrisia. Sono una specie di “Giano” moderna: lo sguardo sul passato e lo sguardo sul futuro. Il passato non ci ha insegnato nulla e se non corriamo ai ripari il futuro sarà una vera catastrofe. Nata a Gubbio, ho negli occhi e nel cuore la natura e la storia dell’Umbria. Commercialista e pubblicista. Impegnata nel sociale, animalista e ambientalista. Ho lunga e travagliata esperienza politica che mi ha portato a considerare gran parte dei politici, a prescindere da schieramento e ideologia, come opportunisti e portatori di interessi diversi, spesso non coincidenti con il bene comune. Sono in campo ogni giorno con tutti e contro tutti, con la speranza che forse in fondo a ognuno di noi sia sopravvissuta un po’ di umanità.