Politica

Patetico teatrino della Politica: Conte cerca il ter a tutti i costi

La compravendita di senatori per consentire a Giuseppe Conte di rimanere a Palazzo Ghigi fornisce uno spettacolo desolante dell’attuale livello della politica italiana.

Giuseppe Conte, costretto alle dimissioni da Matteo Renzi, cerca un terzo mandato

Stiamo assistendo al più patetico teatrino della politica di sempre. La politica dovrebbe essere al servizio della gente e i politici dovrebbero esserne il mezzo.

La collocazione temporale della politica si fissa tra i secoli ottavo e nono a.C., in Grecia.

Il termine politica deriva proprio dalla parola greca polis e nasce con lo scopo di mettere ordine tra le diverse classi sociali.

La definizione aristotelica dell’uomo come «animale politico», dovrebbe chiudere il cerchio. La storia ci racconta momenti e conflitti drammatici derivanti dall’esercizio del potere politico dell’uomo/animale politico.

Poi possiamo provare a fare dei distinguo per estrazione, indirizzo o partito, ma è del tutto inutile.

Arriviamo ai nostri giorni. Cambia la comunicazione, non si va quasi più in piazza, ma si usano i media e i social.

Chi è più bravo e più organizzato, chi tocca i temi più scottanti, chi cavalca gli interessi e/o la disperazione di alcuni, ottiene più consensi.

Per questo abbiamo la classe politica che ci meritiamo.

Poi abbiamo i Governi che possiamo amare o odiare… dipende dal momento.

Ma questo è un momento veramente tragico. L’emergenza sanitaria che nasce dalla pandemia da Covid-19, sta condizionando le scelte politiche e con queste la vita degli abitanti di tutto il Pianeta.

La palla al presidente Mattarella

Però, dire che dobbiamo tenerci un «Conte» solo perché c’è la pandemia, è assurdo e vergognoso.

Come è vergognoso ignorare che questi «giochini politici» portino alla disperazione della metà degli italiani.

Chi ha una rendita sicura, come stipendi da pubblico impiego o reddito da pensione, forse non è tanto «toccato», ma il resto sta veramente soffrendo.

La sofferenza di imprese, autonomi, professionisti porterà il Paese al fallimento e a possibili scontri sociali.

La palla è passata al Presidente Mattarella. Dalle consultazioni dovrebbe uscire un incarico a una persona autorevole e competente in discontinuità con la governance attuale.

I parlamentari potrebbero, almeno per una volta, pensare esclusivamente al bene del popolo italiano.

La Meloni, sempre coerente, è l’unica veramente convinta che la soluzione sia il ritorno alle urne. Il voto come unica espressione democratica, che dovrebbe definire la rappresentanza effettiva degli italiani in questo momento.

Magari fosse vero!

Ernesta Cambiotti

Sono una donna libera e dalla personalità controversa. Scomoda e odiata perché amo la verità e aborro l’ipocrisia. Sono una specie di “Giano” moderna: lo sguardo sul passato e lo sguardo sul futuro. Il passato non ci ha insegnato nulla e se non corriamo ai ripari il futuro sarà una vera catastrofe. Nata a Gubbio, ho negli occhi e nel cuore la natura e la storia dell’Umbria. Commercialista e pubblicista. Impegnata nel sociale, animalista e ambientalista. Ho lunga e travagliata esperienza politica che mi ha portato a considerare gran parte dei politici, a prescindere da schieramento e ideologia, come opportunisti e portatori di interessi diversi, spesso non coincidenti con il bene comune. Sono in campo ogni giorno con tutti e contro tutti, con la speranza che forse in fondo a ognuno di noi sia sopravvissuta un po’ di umanità.